io non temo il patema del tempo perduto
cerco un buon motivo, se qua son caduto
il mio tempo ha una falla, si sa
così come per una farfalla, eh già
ci sono volte che miro alla volta celeste
lassù qualcuno il cuore di blu mi riveste
poi chino il capo e guardo i miei piedi, mi dico son qui..
se tra le nubi di passaggio non mi vedi, ti dico son qui.
a sperare nel bel verde di un prato, tra i fiori di lillà
a cimentarmi nel grigio spento del cemento di città
a mani nude tra il cielo e un abisso io mi ritrovo
faccio a pugni col nemico che trovo in ogni covo
poi guardo davanti a me laddove proietto il cuore
mi paro il culo da dietro da solo e lo faccio per ore
mi capita di fare a qualcuno una serie interminabile di discorsi strambi
e poi finiamo col renderci conto di essere eroi di aver salvato entrambi
ci sono volte che mi domando se quel mio simile avrebbe fatto lo stesso. mi rispondo di no, fin troppo spesso..
se sarebbe stato tanto abile da trovare dentro se un giusto compromesso. mi ricordo di me e colgo un nesso.
a volte posso ben dire che i miei stessi fratelli mi sono ostili ma non li maledico
ma forse è per via del fatto che si calpesta i loro diritti civili, e non lo condivido
la vita non è scura perché son io a volerlo, mi dico anzi..
la vita è una lotta continua tra scarti e a tentoni, avanzi
io fosse per me farei del bene a tutti fino a tribolare
fosse per loro: una fossa anche per te non disperare
quindi capisco che non posso leccare il culo a un imbecille,
se mio simile non è, ne lo sarà mai perché facciam scintille.
lunedì 22 novembre 2010
where the game is not over under the rainbow
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